ANNA SAYS, LIFE + STYLE

Designer, questo sconosciuto… {chi è e cosa fa?}

È un po’ il mio compito, su questo blog, cercare di fare chiarezza e puntualizzare su alcuni aspetti nel campo dell’artigianato, come per esempio la differenza tra hobbista e artigiano, artigianato e artigianato artistico, industria e artigianato (potete leggere i mie articoli seguendo la rubrica Anna Says).

Questo articolo nasce da una riflessione personale sull’importanza delle parole e del loro significato e su come alcune vengano usate, e/o abusate, nel linguaggio contemporaneo.

Un termine ricorrente che si trova praticamente sulla bocca di tutti è la parola Designer, usata per indicare le professioni più varie: dallo stilista di moda all’architetto, dal grafico alla magliaia.

Ma che cosa è un Designer? Perché ce ne sono così tanti (soprattutto sul web) e perché svariati tipi di professionisti si fregiano di questo titolo?

A queste domande mi ha aiutato a rispondere mia sorella Cristina.

Il designer chi è? Intervista a Cristina Greco, designer di professione, by Anna Greco.

Cristina è la più piccola di tre sorelle, tra me è lei ci sono 12 anni di differenza; nata nel 1988 è una Millennial, una leva delle nuove generazioni e, per me, un filo conduttore con la contemporaneità.

Ma la cosa più importante, in questo contesto, è che Cristina è una designer, laureata presso l’ ISIA – Istituto Superiore Per Le Industrie Artistiche, di Roma; l’ho intervistata e questo articolo è il risultato delle nostre chiacchiere.

designer

Cristina Greco

Buongiorno Cristina, la prima domanda è:

Cosa significa la parola “designer”?

Buongiorno. Ho sempre dato alla parola designer l’accezione di “progettista”, che poi è la sua traduzione italiana dall’inglese.

È da tenere presente che il termine design è di recente introduzione, importato dalla lingua inglese alla metà del ‘900 e che si sostituisce al tradizionale termine italiano di architettura o progettazione, in lingua tedesca Gestaltung.

Quindi la parola corrispondente in italiano è, appunto, Progettista.

È corretto, quindi, affermare che un designer è, prima di tutto, un progettista?

Certo, è corretto.

designer italiani

L’abitacolo di Bruno Munari – 1979

designer anni 60

Radio Cubo – Marco Zanuso & Richard Sapper Brionvega 1964

Ho notato che la parola Designer e la parola Creativo spesso si sovrappongono a indicare un tipo di professionalità, sono la stessa cosa?

 Sono due cose diverse ma si compenetrano. Mi spiego.

La professione di Designer tipicamente comporta la necessità di possedere spiccate doti creative e di avere, al contempo, una o più aree di competenza tecnica specifica.

Il designer, per far bene il proprio lavoro, deve servirsi della propria creatività. Infatti, il bravo designer si distingue dagli altri perché, oltre alle tecniche e le abilità progettuali, riesce a mettere la propria creatività al servizio del lavoro che gli viene assegnato.

Un “creativo” non so bene cosa sia.

Credo che la creatività sia una qualità, più o meno innata, o coltivata, ma non un mestiere.

Penso che chiunque possa essere creativo nel proprio ambito lavorativo ma non credo che possa esistere il mestiere di “creativo”.

Quindi a quale tipo di professione può aspirare un Designer e in quale campo?

La parola designer da sola vuol dire poco, o meglio vuol dire troppo, tutto…e niente.

Il designer, è una figura professionale che si occupa della progettazione di moltissimi tipi di artefatti.

Attualmente non esiste un ordine professionale specifico. Esistono però diverse competenze tecniche nel campo del design (che in inglese significa appunto”progetto”) le quali definiscono differenti qualità e capacità professionali.

Il titolo di designer è sempre accompagnato da un’altra parola, per esempio un laureato in industrial design (disegno industriale) è in grado di svolgere compiti attinenti a vari rami dell’architettura e dell’ingegneria; chi fa studi sul design del prodotto aspira a diventare un product designer; chi fa studi grafici ungraphic designer, chi architettura d’interni interior designe così via…

A questo proposito, riferendoci all’ambito professionale, il titolo di studio per diventare Designer dove si acquisisce e quanti anni ci vogliono?

In Italia sono presenti nelle università corsi di laurea che formano Industrial designer, che conferiscono il titolo di “Dottore in Disegno Industriale”.

Si possono avvalere del titolo di “dottore in design” i laureati presso le università pubbliche (per esempio il Politecnico o gli ISIA – Istituti Superiori Per Le Industrie Artistiche) o private; esistono lauree triennali e specialistiche in design grafico, designdel prodotto, eco design ecc…

Cercando di riassumere il più possibile potrei affermare che i principali rami dell’Industrial Design siano:

Design del Prodotto (Progettazione del prodotto industriale)

Design della comunicazione (Progettazione per la comunicazione visiva)

Design degli ambienti e degli spazi (progettazione di spazi interni o urbanistici)

Ma scendendo nel particolare ce ne sono molti di più.

*[leggi nota di approfondimento]

Ma nella realtà lavorativa dove vengono collocati la maggior parte dei designers?

Non saprei rispondere con esattezza. Personalmente, piuttosto che fossilizzarci sul solo titolo di studio, penso che ognuno di noi designerpossa trovare la propria strada in base alle competenze acquisite durante il percorso di formazione ma anche alle attitudini personali, e alla flessibilità, ovvero in quali e quanti ambiti riesce ad operare disinvoltamente.

Per fare un esempio: io ho studiato design del prodotto ma, esclusi i progetti nell’ambito universitario, mi sono occupata ben poco di questo argomento, mentre Grafica e Web sono diventati il mio lavoro.

designer d'interni

Di Cristina Greco

designer

Progetto Pappamondo di Cristina Greco

A questo punto si direbbe che un designer sa, e può, fare di tutto… è così?

Eh sì, essendo un progettista più o meno “di tutto” è chiaro che “di tutto” può fare, una specie di supereroe (ah ah ah! – risata di Cristina)

Scherzi a parte, principalmente il designer sa fare (come dice il nome) “lavoro di progetto” ovvero mettere la propria creatività al servizio della risoluzione dei problemi.

Una qualità che secondo me può contraddistinguere un buon designer è quella di saper fare analisi. Analizzare nel modo giusto situazioni e contesti può aiutare a individuare e centrare un problema. Spesso un progetto riuscito è un progetto che risponde in modo intelligente a un problema reale,ben individuato.

In ultimo una domanda che mi riguarda direttamente: un hobbista, detto alla maniera moderna un crafter, o un artigiano, possono definirsi designer?

Secondo me dipende dal tipo di lavoro che fanno e come organizzano il loro processo progettuale. Diciamo che senza lavoro di progetto, la parola stessa “designer” è usata impropriamente.

Grazie sister, ora puoi tornare al tuo lavoro.

Prego, non c’è di che.

Vorrei fare un saluto a Benedetta e ai suoi lettori.


Cristina Greco:

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*[nota di approfondimento]

*Design del Prodotto o disegno industriale è l’uso sia di arti applicate che di scienze applicate al fine di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e/o usabilità di un prodotto, e si può occupare anche del miglioramento della commerciabilità o persino della produzione. Il ruolo è di sviluppare e concretizzare soluzioni per problemi di forma, utilizzabilità, ergonomia fisica, marketing, sviluppo della marca (inglese brand), e vendite.

*Il design della comunicazione (in inglese communication design) è la branca del design che va a coprire tutti quegli ambiti in cui l’ideazione dei contenuti discende in buona parte dalla loro comunicabilità visuale.Il termine si è reso necessario perché il campo della progettazione grafica, con l’esplosione dei nuovi media, ha di fatto costretto molti operatori della comunicazione visiva (graphic designer, art director ecc.) ad estendere le loro competenze per poter progettare in modo più funzionale l’interfaccia e il contenuto sottostante.

Design della comunicazione è termine oggi usato anche per definire la progettazione di un qualsiasi prodotto di comunicazione purché questa sia comprensiva di tutti i livelli; dalla strategia alla creatività fino all’esecuzione tecnica.

*Design degli ambienti e degli spazi, questo ramo del disegno industriale lavora spesso parallelamente a due rami dell’architettura, quello degli interni e quello rivolta all’urbanistica. Il design degli spazi si occupa prevalentemente alla progettazione ed all’allestimento di ambienti interni ed esterni, In questo ambito si formano anche gli Interior Design.

* Il design degli interni o interior design o architettura degli interni è la progettazione degli spazi e degli oggetti d’uso comune all’interno di un luogo chiuso, sia esso un’abitazione privata, un esercizio commerciale, uno spazio ricettivo, un ambiente di lavoro.

Comunemente si associa all’interior designer una figura più simile ad uno stilista d’interni, ma in realtà il Progettista d’Interni presta particolare attenzione agli aspetti pratici e funzionali del vivere la casa, ad esempio che i mobili abbiano il giusto dimensionamento, che siano rispettati gli spazi di passaggio, che gli arredi siano disposti in modo comodo e funzionale, che i materiali e le tecnologie siano di buona qualità, che non ci siano potenziali pericoli per la salute di chi usufruirà di questi ambienti,l’abbattimento delle barriere architettoniche, la ristrutturazione architettonica e l’ammodernamento per nuove destinazioni d’uso, che ci sia un buon isolamento acustico, un buon rapporto fra consumi energetici e comfort, che tutto l’ambiente sia in armonia tra l’ingombro degli spazi pieni e l’utilizzo degli spazi vuoti.

Prima dell’introduzione di queste definizioni tutto ciò si riconduceva all’arte della decorazione che veniva distinta dall’arte dell’architettura perché non andava a modificare le strutture portanti degli edifici, ma si occupava sia degli abbellimenti interni ed esterni.

Nell’ultimo decennio la figura del Designer d’Interni ha conquistato una così rilevante importanza nella costruzione di edifici, pubblici o privati che siano, tanto da far nascere un corso universitario vero e proprio in molte Università italiane (ad es. Politecnico di Milano).

Designer, questo sconosciuto… {chi è e cosa fa?} ultima modifica: 2017-01-28T08:21:37+00:00 da Benedetta
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2 Commenti

  • Rispondi MONICA MARIA MEAZZA 25/06/2017 a 22:53

    credo che anche nel mondo dell’arte ci sia un pò di confusione … un dilemma…. ma la passerella di Christo cos’è? Arte? o installazione? Certo molto suggestiva e in un luogo fantastico ma forse “arte” … non è altro???? 🙂
    e con questo pensiero notturno e domenicale saluto con tanti e tanti complimenti per l’armonia e la piacevolezza di questo blog!
    Monica

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