riprendiamo il filo
ANNA SAYS

Riprendiamo il filo

Nei corsi e ricorsi della vita può succedere di perdere il filo: della situazione, del discorso, del proprio lavoro.

Come ho scritto nel mio post di presentazione, a me è successo, da poco, di assaporare la sconfitta, di cadere e di farmi male. L’ho raccontato a proposito della cessazione della mia attività, ma è capitato altre volte: penso che faccia parte della vita e non credo di sbagliare nel parlare a nome di tanti.

Ho passato un periodo di sconforto dove l’unica cosa che riuscivo a fare era leccarmi le ferite; poi, con lentezza, esercitandomi nella virtù della pazienza (di cui non sono una campionessa) ho rialzato la testa.

Occuparmi di questo piccolo spazio {n.d.r la rubrica “Anna Says”}, offertomi con slancio e generosità da Benedetta, è stato uno dei primi passi per potermi rimettere in gioco.

La risalita, però si prospettava difficile: sono una donna di quasi quarant’anni fuori dal mondo del lavoro, senza competenze riconosciute da un titolo di studio e senza capitali da investire… una situazione non proprio incoraggiante.

riprendiamo il filo

riprendiamo il filo

Per fortuna, grazie anche al lavoro fatto per questo blog, ho imparato che esistono competenze innegabili intorno alle quali è possibile costruire un’identità lavorativa e, soprattutto, che si possono acquisire in ogni momento della vita.

Quindi ho deciso di ricominciare da me stessa e dalla cosa più semplice che avevo a portata di mano: il lavoro a maglia.

Mi sono avvicinata alla maglia perché cercavo un’attività da fare durante le ore trascorse da sola in negozio e perché, unendo l’utile al dilettevole, creavo manufatti che piacevano alle mie clienti.

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Avevo scoperto un metodo di lavoro che non conoscevo, quello “continentale”, che mi permetteva di usare degli strumenti non tradizionali, i cosiddetti ferri circolari, corti e maneggevoli, invece dei temuti ferri lunghi che non sono mai riuscita a usare in modo corretto.

In principio ero goffa ma la curiosità verso questo nuovo strumento e la voglia di creare cose con le mie mani sono state un efficacissimo propulsore.

Per il mio negozio realizzai: guantini, colli, cappelli, manicotti, scialli e gilet; piccole cose fatte a mano il cui valore di unicità veniva riconosciuto e apprezzato da tutti.

Chiuso il negozio iniziai il mio primo maglione… due mesi di lavoro! Poi ne feci un altro, e un altro e un altro ancora.

Trascorsi l’inverno così: rincorrendo il mio filo di Arianna per uscire dal labirinto della tristezza.

riprendiamo il filo

riprendiamo il filo

In sostanza negli ultimi anni, tra la chiusura del negozio e il tempo passato a casa senza un’occupazione, ho sempre lavorato a maglia. E quando dico sempre, intendo tutti i giorni, tutti, ma proprio tutti, anche solo per mezz’ora.

Dopo molti mesi china sul mio lavoro, ho alzato la testa e ho visto che intorno a me c’erano tante persone che mi guardavano con curiosità e, in un certo senso, mi stavano aspettando. In maniera spontanea, e anche un po’ inaspettata, sono arrivate le prime richieste di insegnamento alle quali, in principio, ho cercato di sottrarmi.

Infatti la cosa più difficile quando si fallisce in qualcosa è di ritrovare la fiducia in se stessi e prendere coscienza che si è ancora capaci di fare tutto quello che si faceva prima, e anche di più.

Così ho messo su la mia prima classe di “ lezioni di maglia per principianti”, con la consapevolezza che sto insegnando alle mie allieve non solo un hobby, ma un possibile mestiere, un punto di partenza per poter ricominciare da capo.

Disegno di Cristina Greco

Disegno di Cristina Greco

Vorrei insegnare loro a Riprendere il Filo.

Lo spazio che sto occupando oggi sul blog non è per pubblicizzare i miei corsi di maglia, o me stessa, ma per invitare chiunque a cercare, o a creare, qualcosa di simile nella propria città: corsi di maglia, di ricamo, di falegnameria, di cucito…

Va bene tutto, l’importante è di imparare a fare con le proprie mani.

E proprio durante la prima lezione del corso, una mia allieva, in un momento di silenzio, con lo sguardo fisso sul lavoro che cercava di districare, ha esclamato “Che bello lavorare con le mani!”

Anna

 

 

Riprendiamo il filo ultima modifica: 2015-12-04T08:19:19+00:00 da Benedetta
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2 Commenti

  • Rispondi cristina 04/12/2015 a 10:19

    <3 Sono fiera di essere tua sorella.
    Penso che sia anche grazie a te se oggi riesco a riconoscere il giusto valore alla "ricchezza interiore" piuttosto che quella economica. Chi ha voglia di mettersi in gioco , di imparare cose nuove ed acquisire nuove abilità sarà sempre un po' più ricco e reputo la Curiosità e la voglia di imparare delle grandi qualità, che ti contraddistinguono.
    Articolo bellissimo, è vero, nella vita molte cose iniziano ed altrettante finiscono, ma anche una fine è comunque una svolta, un cambiamento rispetto alla vita precedente, quindi un potenziale inizio di qualcosa….che presto o tardi potrebbe rivelarsi magnifico.
    Le cose che fai sono stupende <3 e questo perchè trasmettono tutta la passione che ci metti <3

    e mo basta, che sdolcinatezza!,
    :*

  • Rispondi manuela 05/12/2015 a 08:57

    Sono fortunata ad avere uno dei primi guantini sperimentali farciti da un bel cuore scintillante sul dorso…e fortunata ad avere questa sorella anche lei con un cuore grande ed altrettanto scintillante!

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